Cambridge Analytica: come sono andate le cose?

Cambridge Analytica è una semplice società inglese di elaborazione dati ma con degli scheletri nell’armadio.

Il suo lavoro infatti è riuscito ad influenzare e anche di molto l’andamento di molti importanti avvenimenti negli ultimi anni, tra i più famosi ci sono quello della Brexit in Inghilterra e la vittoria delle elezioni da parte di Donald Trump alle elezioni di presidente degli Stati Uniti, ma vediamo come funziona.

Una società come la Cambridge Analytica ha lo scopo di raccogliere dati per usarli solamente a livello di ricerca o per stilare dei profili psicologici ad esempio sulle tendenze del momento.

Fin qui tutto regolare, ma il problema sorge quando questi dati invece vengono usati per condizionare le nostre scelte.

Quando facciamo una ricerca su internet, come ad esempio sul famoso sito Amazon per acquistare qualcosa, e poco dopo apriamo il più famoso social network al mondo, Facebook, ci capita di vedere che di tanto in tanto ci compare la pubblicità di prodotti simili a quello che poco prima abbiamo cercato su un motore di ricerca.

Questo succede proprio perché società di elaborazione dati come la Cambridge Analytica incrocia i nostri dati e le nostre ricerche mandandoci delle pubblicità per farci acquistare determinati prodotti.

Fino a qui, anche se non del tutto regolare, la cosa non è molto grave ma pensate se questi dati vengono usati per condizionare scelte molto importanti che potrebbero cambiare l’esito di elezioni o il futuro delle nazioni.

Facebook non vieta la raccolta dei nostri dati da parte di questa società, e tutti noi lo dovremmo sapere dal momento che lo accettiamo al momento dell’iscrizione, ma il problema è che tramite un algoritmo di elaborazione dati, la Cambridge Analytica riesce a conoscere praticamente tutto di noi della nostra privacy e anche della nostra lista di amici.

Da qui parte il grande inganno del potere di questa società.

Da un indagine da poco conclusa si è scoperto che la Cambridge Analytica solo negli ultimi anni è riuscita a condizionare molte nostre scelte. Ad esempio le elezioni negli Stati Uniti sono state pilotate in un modo a dir poco vergognoso.

Seguendo i profili Facebook e i vari mi piace messi dagli utenti statunitensi, si capiva che la signora Clinton era in netto vantaggio di preferenze rispetto al vincitore Donald Trump.

Qui entra in gioco la Cambridge Analytica che ha creato un gran numero di profili falsi che diffondevano notizie false sulla Clinton, screditandola e in questo modo è riuscita a far cambiare idea agli americani e quindi spianare la strada al nuovo presidente Donald Trump.

Questo è solo un esempio del potere che una società del genere ha avuto sugli utenti di Facebook.

Tra le più famose manipolazioni venute a galla dalle recenti inchieste si ha la certezza che anche l’appoggio della Russia a Trump sia stato manipolato in questo modo, così come il risultato del referendum sulla Brexit.

Il problema fondamentale è che tutto questo sarebbe anche regolare, ma andando a fondo nella questione si scopre che Facebook non ci ha protetti come in realtà dovrebbe fare, portando a conoscenza della Cambridge Analytica i nostri dati più sensibili e quindi al momento il noto social network si vede costretto a pagare una multa di 5 miliardi di dollari e rivedere tutto il suo sistema di protezione della privacy di tutti i suoi iscritti.

Per il momento sembrerebbe risolta qui la questione ma le indagini sono ancora in corso.